Il Territorio Abruzzese


L’Abruzzo è definita la “Regione verde d’Europa”, per avere protetto oltre un terzo del suo territorio con

tre Parchi nazionali:

un Parco regionale:

un gran numero di Oasi naturalistiche, tra cui:

  • le Gole del Sagittario (AQ)
  • Punta Aderci (CH)-
  • il lago di Penne (PE)
  • i calanchi di Atri (TE)

 

LA CONCA AQUILANA

 

La Conca Aquilana, appartenente al medio corso della Valle dell'Aterno, si trova nell'Abruzzo interno, nel circondario della città dell'Aquila, da cui trae il nome. E’ caratterizzata da un territorio mediamente vasto, in buona parte pianeggiante, circondato

 

a Nord-Est dalla catena del Gran Sasso d'Italia,

a Sud dalla catena del Velino-Sirente ed il gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno,

a Ovest da altre dorsali montuose minori (gruppo montuoso Monte San Rocco-Monte Cava e Monte Calvo)

a Nord dai Monti dell'Alto Aterno, sviluppandosi ad un'altitudine media di circa 700 m sul livello del mare.


Imagini gentilmente offerte dal CAI sezione Dell'Aquila


CAMPO IMPERATORE E IL GRAN SASSO D’ITALIA – tra storia, natura e turismo

 

Campo Imperatore è un vasto altopiano, di origine glaciale e carsico-alluvionale, situato a circa 1800 m di quota, tra i territori comunali di L'Aquila, Barisciano, Calascio, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, e Santo Stefano di Sessanio, nel cuore del massiccio del Gran Sasso d'Italia e all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Il territorio è quasi del tutto spoglio di vegetazione sia per la quota altimetrica abbastanza elevata sia per l'opera di disboscamento dei secoli passati. Dispone di una buona biodiversità arborea e aviforme con presenza di aquile, falchi, gracchi e numerose specie di passeriformi durante il periodo migratorio. È luogo di pascolo e refrigerio estivo per mandrie e greggi dei centri limitrofi come Castel del Monte, Calascio e Santo Stefano di Sessanio, nonché in passato luogo di riferimento per la pastorizia e la transumanza.

 

Campo Imperatore è punto di partenza/arrivo di numerose traversate del massiccio del Gran Sasso quali:

  • La traversata che raggiunge il Lago di Provvidenza attraverso la Valle di Chiarino,
  • La traversata che raggiunge Prati di Tivo-Pietracamela passando tra Corno Grande e Corno Piccolo attraverso il Rifugio Carlo Franchetti e il Vallone delle Cornacchie, oppure attraverso la Val Maone,
  • La traversata che raggiunge Prato Selva attraverso la valle del Venacquaro, il Sentiero del Centenario e l'anello di Campo Pericoli.

L'altopiano è connesso ai principali borghi delle vicinanze, tra tutti Assergi, Calascio, Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio, da numerosi itinerari escursionistici percorribili a piedi, in bici o a cavallo.

Il più celebre è l'Ippovia del Gran Sasso, un percorso ad anello, dotato di aree attrezzate per la sosta, che gira intorno al massiccio collegando i tre versanti aquilano, teramano e pescarese del Gran Sasso per un totale di circa 300 km, che lo rendono il più lungo d'Italia.

 

La sezione aquilana del Cai, fondata nel 1874, da sempre è legata al Gran Sasso.


CAMPO IMPERATORE E IL GRAN SASSO D’ITALIA – tra cinema, fiction e video clip

 

 Nel corso degli anni, l’altopiano di Campo Imperatore ha ospitato innumerevoli produzioni cinematografiche e pubblicitarie. Le caratteristiche uniche legate al paesaggio, le particolari situazioni di luce ed il contesto ambientale esclusivo sono gli elementi che hanno determinato le scelte per l’allestimento di video e di prestigiosi set.

Non a caso, Fosco Maraini (1914-2004), fotografo, scrittore, alpinista, noto anche per le sue spedizioni e lavori fotografici effettuati in Tibet a cavallo della seconda guerra mondiale, amava definirlo “il piccolo Tibet”.

Tra le produzioni più celebri si ricordano:

  • “Continuavano a chiamarlo Trinità”, (1971), film spaghetti-western con la celebre coppia Bud Spencer e Terence Hill.
  • “Ladyhawke”  (1985), avventurosa favola medievale con interprete Michelle Pfeiffer, 

Tra i video non si può non citare:

  • “La tua canzone”  (2013), il video-clip, on the road, del singolo dei Negrita, ambientato interamente  nella bellissima scenografia di Campo Imperatore. 

L'Aquila, (precedentemente Aquila fino al 1863 e Aquila degli Abruzzi fino al 1939) è un comune italiano di circa 70.000 abitanti, capoluogo dell'omonima Provincia e della Regione Abruzzo.

E’ situata sul declivio di un colle, alla sinistra del fiume Aterno in posizione predominante rispetto al massiccio del Gran Sasso d'Italia.

LA NASCITA DELLA CITTA DELL’AQUILA

L’aquila sorge, a partire dall’inizio del 1200, per inurbamento spontaneo degli abitanti dei castelli e borghi circostanti, stanchi dei soprusi del feudatari.

Nel 1254 verrà ufficialmente riconosciuta come città –territorio da Corrado IV, figlio di Federico II.

In questo stesso anno papa Alessandro IV trasferisce la Diocesi da Forcona (attuale Civita di bagno) a L’Aquila.

Nel 1259 viene distrutta da Manfredi, poiché L’Aquila non volle allearsi con lui ma rimanere fedele al papa.

A partire dal 1266 la città sarà ricostruita da Carlo d’Angiò secondo un preciso programma urbanistico.

Tanti locali quanti sono i castelli che partecipano alla ricostruzione.

Ogni locale costituito da – case, chiesa che riporta lo stesso nome della chiesa del castello di provenienza, piazza, fontana.

 

Il castello di provenienza con il locale cittadino costituiscono un’unica entità.

I QUARTI

La Creazione dei quartieri risale a Lucchesino da Firenze, più volte  capitano della Città il quale dispose nel 1276 secondo l'uso dei comuni della Toscana.  Ma la suddivisione in Quarti della Città dell'Aquila fu qualcosa di diverso ed originale; non fu la città ad essere divisa in quattro parti, ma il contado.  Non furono tracciate sul nucleo urbano due linee ideali, che incrociandosi dividessero l'abitato in 4 parti, ma furono i Castelli, le terre e le ville del contado a trovarsi distribuite in quattro gruppi secondo la posizione da essi occupata nel contado stesso.

 Si ebbero così:

Due Quarti AMITERNINI: S.Pietro e San Giovanni ora S.Marciano –

Due Quarti FORCONESI VALVENSI: S.Maria a Paganica e San Giorgio ora Santa Giusta.

 

Dal 1320 le bandiere dei quarti si distinsero anche per colore (in precedenza solo per i simboli su di esse riportati):

BIANCA quella di SANTA MARIA A PAGANICA,

VERDE quella di SANTA GIUSTA,

CELESTE quella di SAN PIETRO A COPPITO

GIALLA quella di SAN MARCIANO.

QUARTO DI SANTA MARIA PAGANICA: colore bianco

Castelli dell'antico Contado:

Assergi, Aragno, Barisciano, Bominaco, Camarda, Caporciano, Civitaretenga, Collepietro, Filetto, Gignano, Navelli, Paganica, Pescomaggiore, Poggio Picenze, S.Benedetto in Perillis, S.Demetrio, S.Elia, S.Giacomo, S.Gregorio, S.Nicandro, S.Pio delle Camere, Tempera.

QUARTO DI SAN MARCIANO: colore giallo

Castelli dell'antico Contado:

Contrada Cavalli, Civitatomassa, Genzano di Sassa, Lucoli, Zona Palazzo di Giustizia, Rocca di Corno, Roio e frazioni, Scoppito, Tornimparte, Vigliano, Zona Vetoio, Zona Rivera.

QUARTO DI SAN PIETRO A COPPITO: colore celeste

Castelli dell'antico Contado:

Arischia, Barete, Cagnano, Cansatessa, Cascina, Zona Colle Pretara, Collebrincioni, Coppito, Forcella, Pettino, Pile, Pizzoli, Preturo, Pozza, Santanza, Santa Barbara, S. Marco, S. Vittorino (Amiternum). 

QUARTO DI SANTA GIUSTA: colore verde

Castelli dell'antico Contado:

Bagno e le sue "Ville", Civita di Bagno (Civitas Sancti Maximi), Bazzano, Beffi, Campana, Fagnano, Fossa, Goriano Valli, Monticchio, Ocre, Pianola, Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio, S. Eusanio Forconese, Stiffe, Tione, Villa S. Angelo.

LA FONTANA DELLE NOVANTANOVE CANNELLE

Il complesso monumentale denominato “Fonte della Rivera”  è al contempo uno dei più preziosi monumenti d’arte della città e il simbolo della sua unità civica, essendo stato eretto in memoria della lega popolare che rifondò la città. Fu realizzato per volere di Lucchesino da Firenze e ad opera del maestro Tancredi da Pentima.

LE MURA CITTADINE

Nel 1275, dopo la distruzione e la rifondazione della città di L’aquila, per volere del Regio Capitano Lucchesino da Firenze si decise di erigere delle fortificazioni a protezione della città che furono portate a  termine nella prima metà del XIV sec. Tale cinta muraria si estendeva per più di tre miglia, con mura spesse due metri e intervallate da torri merlate, rinforzate da muraglie più basse. Nella costruzione dell’opera e nella relativa manutenzione fu coinvolta tutta la cittadinanza, facendo in modo che ciascun locale si occupasse della parte di mura ad esso attigua. Lungo le mura, in origine, si aprivano ben 17 porte, molte delle quali furono in seguito murate. Per lungo tempo le più importanti furono quelle che permettevano l’accesso ai quattro quarti della città.

 

“Seconda città del Regno dopo Napoli, L’Aquila ebbe grande autonomia, con proprie leggi, con privilegi fiscali e libertà di battere una propria moneta. Per tre secoli, fino a metà del Cinquecento, fu una delle città più prospere e importanti, anche in Europa, con il commercio della lana e dello zafferano. Nella seconda metà del Quattrocento ebbe la sua università e aprì una delle prime stamperie con un allievo di Guthenberg. Nel 1294, a L’Aquila, venne incoronato papa Celestino V, con Francesco d’Assisi e Gioacchino da Fiore una delle figure più luminose della spiritualità. Celestino istituì il primo giubileo della Cristianità, la Perdonanza, che da 722 anni, grazie alla Bolla papale conservata dalla Municipalità, si celebra annualmente a L’Aquila, per un giorno, aprendo dal 28 al 29 agosto la Porta Santa della Basilica di Collemaggio, l’unica fuori di Roma. Celestino V, primo papa a dimettersi dal soglio pontificio cinque mesi dopo l’elezione, ha fortemente connotato la spiritualità dell’Abruzzo. Magnifici i suoi eremi, arditamente costruiti scavando la roccia della Majella e del monte Morrone. Una spiritualità che si rafforzò nel Quattrocento con i francescani, San Bernardino da Siena e San Giovanni da Capestrano. L’Aquila è attualmente una città di grandi tradizioni culturali, con prestigiose istituzioni nel campo della musica, del teatro, del cinema. E poi con la sua università e nella ricerca, con i Laboratori di Fisica Nucleare, realizzati nella roccia sotto il Gran Sasso, dove scienziati di tutto il mondo studiano l’origine della materia in assenza di raggi cosmici. Anche l’industria ha poli d’eccellenza, nel settore spaziale, farmaceutico e nell’automotive”. (cit. di Goffredo Palmerini)


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